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    N° 7/2001
    16 Giugno/ 6 Luglio
Notiziario di Finanza e Internet per l'azienda
redatto da Euroimpresa Consulting Srl
 
Capire la cronaca quotidiana per far crescere la propria azienda.

    In questo numero:
Finanza
Internet
Euroimpresa


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  Ipotesi senza senso 2:
  
La vendetta

  Un confronto tra
  il nostro articolo
  del 6 Aprile
  e un articolo del
  26 giugno del
  Sole 24 Ore



Ipotesi senza senso 2: La vendetta...

Chi si ricorda il numero 2 del 6 di aprile? Questa volta ci limitiamo a confrontare due interventi di cui il primo è quello citato ed il secondo, a firma di Galimberti, si trova sulla terza pagina del Sole 24 Ore del giorno 26/6/2001.
Il nostro articolo, intitolato "Ipotesi senza senso", diceva: "Non si crede più alla new economy e, ciò che è peggio, nemmeno alla old economy. A giugno o luglio, almeno si spera, avremo un altro governo, di centro sinistra o di centro destra poco importa. Oggi, però, viviamo in un periodo di instabilità nei punti di riferimento politici. Di conseguenza, i punti di svolta si allontanano. Abbiamo descritto due situazioni abbastanza dissimili, come si vede. Il pericolo (dimostratosi effettivo nel '93-'94, potenziale oggi) è però ancora lo stesso: la stagflazione. Se l'economia europea non crescerà, come è stato previsto, del 2,5% circa, cosa potrà succedere? Per l'Italia la crescita reale sarà superiore o inferiore alla media della "zona Euro"? In ogni caso, che valore potrà avere una potenziale crescita del 3% se il sistema creditizio non la sosterrà a livello microeconomico?"
Dal canto suo, Fabrizio Galimberti, in principio dell'articolo che ha per titolo "Saper riconoscere l'inflazione buona da quella cattiva", dice: "In una poco nobile gara, l'inflazione europea ha agguantato quella americana, issandosi sopra al 3% per i prezzi al consumo. E tutto questo in uno scorcio d'anno in cui le due economie rallentano bruscamente, fino a far temere a molti una recessione, o - la parola sembrava tramontata - una 'stagflazione', cioè lo sconsolante 'paso doble' della recessione e dell'inflazione."
Chi può, recuperi l'intero intervento di Galimberti: è molto interessante.
Chi vuole, recuperi anche il nostro articolo, clikkando qui. Così, per confronto...



Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it


  Gli indici
  di bilancio
  

  Iniziamo una
  rassegna dei
  principali indicatori
  numerici per
  interpretare i
  bilanci


  
  


Gli indici di bilancio

Iniziamo, con questo numero, una rassegna dei principali indicatori numerici per interpretare i bilanci.
Più volte, su questo foglio, abbiamo avuto modo di parlare di bilanci equilibrati, di istruttorie di affidamento che si basano sull'analisi dei bilanci delle aziende richiedenti, eccetera. Non abbiamo mai, tuttavia, approfondito le premesse: ebbene, lo facciamo ora.
Diamo, però, l'avvertenza che ogni indice che sarà proposto trova una sua utilità solo se è correttamente calcolato e correlato a tutto il sistema degli indicatori di bilancio. Il sistema logico degli indici di bilancio è costruito con l'assemblaggio di una serie di rapporti numerici tra diverse voci dell'attivo e passivo patrimoniali e del conto economico.
Per poter calcolare gli indici è necessario, prima, esporre i dati numerici delle scritture contabili seguendo certi particolari criteri.
Per lo stato patrimoniale il criterio che seguiremo è quello della esposizione dei dati in ordine di liquidità decrescente.
La prima voce dell'attivo, allora, sarà quella delle giacenze di cassa; l'ultima, quella delle immobilizzazioni. Al passivo, l'ordinamento inizierà con i debiti verso banche, terminando con i mezzi propri.
Anche il conto economico verrà rielaborato per consentire di evidenziare la formazione progressiva di alcuni margini significativi: il valore aggiunto, il margine operativo lordo, il risultato operativo, l'utile ante imposte e l'utile finale di esercizio.
Con il prossimo numero inizieremo a entrare nel vivo dell'argomento...




Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it


   BTC: Business
   To Consumer,
   quali difficoltà?

   Quali difficoltà
   è ragionevole
   aspettarsi nel  
   commercio elettronico
   verso il consumatore
   finale?


BTC: Business To Consumer, quali difficoltà?

Con il termine di "e-commerce", commercio elettronico, ci si riferisce, in linea generale, alle vendite via Web e le distinzioni e le categorizzazioni possibili sono molteplici.
Nelle brevi note odierne, desidero fare alcune riflessioni (ovvie, forse, ma di notevole importanza pratica) sulle due categorie di e-commerce di cui più si parla: il Business To Consumer (BTC, o B2C), cioè le vendite al consumatore finale, mercato con il quale molti tendono erroneamente a far coincidere tutto il commercio elettronico (o addirittura tutto l'e-business, che è un concetto ancora più ampio), e il Business To Business (BTB, o B2B), cioè il commercio tra aziende.

In questo primo articolo parleremo di Business To Consumer, e in quello immediatamente successivo, di Business To Business.

Parlare di vendite sul web, o via Internet, porta naturalmente a pensare, è inutile negarlo, alla vendita diretta dal produttore al consumatore finale. Una buona parte del grande entusiasmo che ha portato allo sviluppo vertiginoso della rete, nel nostro e negli altri paesi, è interamente spiegato dalla possibilità, intravista da tante aziende, di utilizzare Internet come un mezzo per vendere i propri prodotti ad una platea virtualmente universale, incassando in modo facile e veloce.
Oggi è chiaro a tutti che ottenere un successo nel settore Business To Consumer (vendite al consumatore finale) costa molta fatica ed in buona misura dipende dalla tipologia del prodotto.
Fattori in grado di frenare la diffusione di questa forma di commercio elettronico sono la diffusione relativamente bassa delle tecnologie abilitanti sia nelle famiglie che nelle imprese; i problemi legati alla qualità dell'offerta; i tempi tecnici necessari alle imprese per entrare efficacemente sul mercato virtuale, e comunque le resistenze culturali e organizzative nell'implementare i necessari cambiamenti organizzativi e strutturali.
Appaiono quindi più promettenti le prospettive di medio-lungo periodo.
Per quanto attiene alla tipologia del prodotto venduto, è risultato relativamente semplice vendere via Internet prodotti "immateriali", intendendo con questa classificazione sia prodotti "tradizionalmente" immateriali, quali viaggi, assicurazioni, biglietti, titoli, sia prodotti che possono essere "digitalizzati", cioè convertiti in formato digitale, ed in tale formato direttamente "scaricati" via FTP direttamente da Internet, dal sito del produttore: così oggi possono essere acquistati e direttamente scaricati da Internet non solo software, ma anche musica, video, immagini, ecc.
Il discorso si fa ben diverso quando si considerano i beni materiali.
In questo caso il problema logistico diventa assolutamente prioritario. Ricorriamo ad un brevissimo esempio.
Immaginiamo di voler leggere un determinato libro. Tradizionalmente dovremmo recarci in libreria, acquistarlo, portarcelo a casa e... leggerlo. Se vogliamo utilizzare Internet, in primo luogo dovremo superare la barriera psicologica rappresentata dal pagamento in rete: dovremo renderci conto che le "mani digitali" cui affidiamo il numero della nostra carta di credito sono molto più sicure di quelle del cameriere del ristorante o della cassiera del negozio...; spesso il fornitore ci permetterà di aggirare tale barriera, consentendoci di pagare il libro alla consegna, contrassegno, o in altri modi ancora, più familiari e tradizionali. Questa problematica, sia chiaro, vale anche per i beni immateriali. E veniamo alla logistica: ora dobbiamo aspettare la consegna postale del nostro libro. Quando potremo leggerlo? Tra tre giorni, tra una settimana o tra un mese? Inoltre, se il postino tenterà la consegna mentre siamo al lavoro, o comunque fuori casa, troveremo l'avviso di giacenza del libro presso l'ufficio postale: dovremo quindi recarci lì per il ritiro. Ma allora che vantaggio avremmo rispetto all'acquisto in libreria? Compreremo su Internet solo se il prezzo offerto sarà significativamente inferiore a quello offerto dal negozio? La recente chiusura di Zivago, libreria on-line nostrana, che, per inciso, offriva i libri con il 20% di sconto, dimostra una volta di più che la rete, in Italia, è troppo giovane per la sostenibilità economica di un progetto BTC per prodotti materiali.
Come si vede, il problema logistico è centrale nel BTC. Non è un caso infatti se il Business To Consumer è così diffuso negli Stati Uniti, mentre, diversamente da altre innovazioni d'oltreoceano, stenta così tanto a decollare nel nostro paese. Gli USA possiedono una delle reti postali più capillari ed efficienti del pianeta, al punto che le aziende che vendono prodotti online a basso costo si servono in larga misura dell'operatore postale pubblico. Inoltre, e per le stesse ragioni, possono contare su una lunga e consolidata tradizione di vendite per corrispondenza, ben radicata in tutta la nazione assai prima della nascita di Internet.
La situazione italiana è, com'è noto, molto diversa. La desolante inefficienza dell'operatore postale pubblico ha contribuito in misura determinante nel passato al fallimento di numerose iniziative di vendite a distanza, e rischia di avere un ruolo analogo anche oggi. Queste difficoltà oggettive hanno smorzato i primi facili entusiasmi e hanno fatto rientrare le ipotesi più facilone e le previsioni più esaltanti: il successo, nella new economy come nella old, è frutto di un duro lavoro di organizzazione e pianificazione, non basta avere un'idea di business, più o meno brillante.


Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it



   BTC: Business
   To Business,
   quali vantaggi?

   Quali vantaggi
   può trarre
   l'impresa dal  
   commercio elettronico
   verso altre imprese?



BTB: Business To Business, quali vantaggi?

L'altro settore del commercio elettronico, quello degli scambi tra aziende, il Business To Business, consente considerazioni del tutto diverse.
Qui il problema logistico non si pone, le aziende sono abituate a spedirsi la merce tra loro, né esiste un problema di pagamenti: che l'ordine sia arrivato via fax o via Internet, nulla cambia: si continueranno ad utilizzare le consuete forme di pagamento tramite bonifico o r.b., e magari pagamenti contro documenti nel commercio internazionale.
Internet può quindi esplicare tutte le proprie potenzialità proprio nel BTB. Ma perché le aziende dovrebbero utilizzarlo, quali sono queste potenzialità?

Ciò che è centrale, nel Business To Business, è la gestione dell'informazione. Internet, quindi, non riduce i prezzi di acquisto, bensì riduce i costi di acquisto ottimizzando il flusso delle informazioni tra le parti. Per Business To Business, quindi, intendiamo tutte quelle iniziative che integrano le attività di un'azienda con quella dei propri clienti, partner e fornitori, dove però il cliente non è il consumatore finale del bene o del servizio, ma appunto un partner che collabora alla catena produttivo distributiva.
Oggi tutte le aziende operano in un mercato allargato e dinamico, basato su un grandissimo numero di interconnessioni tra fornitori, produttori, distributori, partner e clienti.
Nessuna grande impresa, oggi, gestisce integralmente il processo produttivo; quasi sempre si tratta di vere e proprie aggregazioni di società con compiti specifici e integrati: una si occupa della produzione materiale, un'altra della distribuzione, un'altra ancora del marketing, un'altra della pubblicità, ecc. Ed è per questo che l'informazione diventa così centrale nell'intero sistema del business globale. L'informazione deve muoversi parallelamente al flusso logistico e in entrambe le direzioni.
Ed è proprio la movimentazione delle informazioni a rivelarsi spesso il punto critico nella fornitura di un servizio di alta qualità: è stato infatti calcolato che la quantità di documentazione richiesta per spostare delle merci da una parte all'altra del globo richiede frequentemente tempi più lunghi della stessa movimentazione fisica. Da questo punto di vista, Internet può far conseguire alle aziende grandi vantaggi, rendendo possibile la trasmissione di informazioni, dati e documenti in tempo reale.
L'impatto economico del BTB non è quindi legato soltanto al volume degli scambi tra le imprese ma anche alle opportunità di maggiore efficienza complessiva, che si traduce in consistenti risparmi sui costi operativi relativi agli acquisti, (e non necessariamente in una riduzione del costo dei prodotti acquistati) e nel miglioramento complessivo dei risultati aziendali.
Lo sviluppo del mercato comincerà con i settori e le tipologie di aziende che per struttura e caratteristiche avevano già in essere dei sistemi di relazioni on-line, tipicamente le supply chain delle aziende di grande dimensione che collegano agenti, subfornitori e distributori.
La diffusione tra le altre tipologie di imprese (imprese di dimensione media e imprese attive in altri modelli di tipo marketplace) è invece prevedibile e previsto solo nel medio periodo.


Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it


   Novità

   
   


Abbiamo pubblicato sul nostro sito il nuovo calendario corsi, riferito al periodo settembre/dicembre 2001.

Per venire incontro alle esigenze delle aziende nostre clienti, abbiamo strutturato il calendario in modo particolarmente flessibile. Grazie a questo sforzo organizzativo siamo riusciti a riproporre ogni mese l'intero ciclo dei corsi in programma: in tal modo ogni interessato potrà individuare le date che meglio rispondono alle sue esigenze.

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