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N°
6/2001
6 / 15 Giugno
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Notiziario di Finanza e Internet per l'azienda
redatto da Euroimpresa Consulting Srl
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Capire
la cronaca quotidiana per far crescere la propria azienda.
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In
questo numero:
| Finanza |
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| Internet |
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| Euroimpresa |
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Euroimpresa Consulting Srl - 2001
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Titoli
azionari:
che
cosa ci aspetta?
Cambi,
tassi
d'interesse e
quotazione dei titoli.
Quando le regole
entrano in crisi
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Titoli
azionari: che cosa ci aspetta?
Le
borse europee risaliranno? Quando? Di quanto? E chi lo sa...
Sta di fatto che stiamo vivendo in un periodo in cui:
a) i tassi di interesse reali europei stanno scendendo, ciò che giustificherebbe
un rialzo dei corsi dei titoli in generale;
b) le prospettive di crescita di Eurolandia sono piuttosto modeste, in
notevole calo rispetto a un anno fa;
c) le difficoltà dell'economia statunitense e il divario molto favorevole
ai tassi europei dovrebbe favorire un recupero dell'euro nei confronti
del dollaro, ma così non è;
d) i mercati azionari USA sono in continuo calo, contravvenendo al principio
che quando i tassi calano i corsi salgono.
Domanda: che costa sta succedendo? Risposta: le prospettive a breve e
media scadenza degli investitori sono molto poco positive, tanto che un
taglio consistente dei tassi USA in un periodo di tempo piuttosto ristretto
non è riuscito a convincerli a spostare denari dal reddito fisso all'azionario.
Sicuramente, buona parte della colpa è attribuibile a quella che Fazio,
già in tempi non sospetti, definì una "bolla speculativa". Il suo scoppio
ha provocato una forte contrazione delle quotazioni correnti, tanto da
riportarle a valori minimali. Il brutto è che l'esplosione si è verificata
in coincidenza con l'avvio di un momento economico di sostanziale riflusso,
il peggiore che potesse vedere un ridimensionamento dei corsi azionari.
Del resto, le magagne non vengono a galla in tempi di vacche grasse, ma
in tempi di vacche magre.
Quali previsioni si possono fare, allora, circa le quotazioni delle azioni
che ci troviamo in mano?
Nessuna che non sia di estrema prudenza escludendo, di conseguenza, sia
un recupero clamoroso in tempi brevi (entro il 2001, per intenderci),
sia una ripresa sensibile dei valori. L'impressione è che, se non ci saranno
novità entro l'autunno, ci dovremo abituare a convivere con questi livelli
di quotazione per un bel po' di tempo...
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Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it

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Denaro
poco caro:
è sempre un
vantaggio?
La
possibilità di
ottenere credito a
costi minori può
rivelarsi illusoria
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Denaro poco caro: è sempre un vantaggio?
Diamo spazio, in queste righe, ad alcune considerazioni che, spesso, vengono
lasciate a fior di labbra, senza poi esprimerle in parole.
Partiamo dal dato di fatto che, anche su queste pagine, abbiamo illustrato:
il costo del denaro è oggi di gran lunga inferiore che in un passato anche
piuttosto recente.
Parrebbe, dunque, che tutto possa andare per il meglio, in una situazione
macroeconomica che vede le imprese italiane avere a disposizione minori
margini percentuali di guadagno a fronte:
a) della accentuata concorrenza globale
b) della forte presenza di costi fissi.
Un basso livello dei tassi di interesse sembrerebbe in grado di sopperire
alle deficienze del sistema industriale, abbattendo i costi dell'indebitamento
per ridare fiato alla redditività complessiva dell'impresa.
In linea teorica è così. Esistono, però, alcuni freni alla messa in pratica
di questo schema logico. Essi possono venire identificati in vario modo.
Tra di loro, comunque, sembra difficilmente negabile che si possano elencare:
1) l'inefficienza del sistema bancario interno, per la presenza di costi
elevati nella gestione della banca
2) la riduzione dei margini di guadagno tradizionali delle banche (la
"forbice" dei tassi").
Se il primo elemento agisce da freno in sé al travaso del beneficio di
tassi più bassi sui prestiti (occorre ben coprire i costi!), il secondo
agisce in modo più sottile.
Oggi prestare 100 non rende più 10, ma rende 5, e i costi delle banche
sono rimasti suppergiù gli stessi.
Dunque, per potere mantenere una certa redditività in un contesto di bassi
livelli dei tassi di interesse, il sistema bancario è costretto a razionare
il credito, utilizzando strumenti quali:
a) la rinuncia all'affidamento di imprese minori e operanti in settori
merceologici più rischiosi;
b) il ridimensionamento degli impegni della banca verso questa tipologia
di clientela;
c) l'adozione di tassi di interesse relativamente più elevati per compensare
il maggiore rischio corso;
d) la diversificazione del rischio, cercando di diminuire l'incidenza
percentuale sugli impieghi relativa a alcuni comparti e la resistenza
a ampliare gli impieghi in un momento di bassa remuneratività.
A tutto questo si aggiunga il fenomeno delle concentrazioni bancarie volte,
sì, a ridurre i costi, ma che potranno produrre benefici concreti solo
in futuro.
Un esempio illuminante: chi oggi ha un affidamento di 100 su due banche
distinte (totale: 200), domani potrebbe trovarsi ad avere 200 in una sola
banca (quella risultante dalla fusione delle due di cui si è cliente).
Questo vorrà dire che la banca post fusione ha un rischio doppio rispetto
a prima e che, probabilmente, metterà in moto dei meccanismi di protezione
del credito che potrebbero anche giungere a ridurre a 100 il volume degli
affidamenti concessi.
In sintesi, le piccole imprese oggi si possono trovare paradossalmente
a dovere pagare ancora alti costi del denaro anche se, potenzialmente,
potrebbero ottenere migliori condizioni.
Dr.
Piergiorgio Morandi- Amministratore unico di Euroimpresa Consulting Srl
piergiorgio.morandi@euroimpresacons.it
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Internet:
l'impatto sulle
imprese
Chi
sopravviverà
alla rivoluzione
Internet?
Parafrasando
Charles Darwin...
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Internet: l'impatto sulle imprese
Che impatto avranno Internet e le nuove tecnologie sulle nostre imprese?
Qualcuna è destinata a scomparire? Altre ne nasceranno?
E' un argomento di cui a volte si legge, ma pochi imprenditori sono realmente
disposti a rifletterci. Eppure credo ne valga la pena.
Vorrei fare qualche breve riflessione partendo da una frase di Charles
Darwin, che di selezione naturale se ne intende.

"Nell'evoluzione delle specie, non è la più forte nè la più intelligente
che sopravvive, ma la più rispondente al cambiamento".
Il criterio vincente è quello di rispondenza al cambiamento, di adattabilità,
non sono la forza o l'intelligenza.
Se ciò è vero in natura è certamente vero anche nel mercato globale, con
una differenza: che l'imprenditore intelligente e con disponibilità di
mezzi può modificare il proprio business per tempo.
L'invenzione della lampada a incandescenza ha certamente fatto fallire
chi produceva lampade a olio, così come l'avvento dell'automobile ha messo
in crisi chi produceva carrozze.
L'aspetto più significativo di Internet, rispetto ai fenomeni citati,
è la velocità dell'impatto. La diffusione delle lampade elettriche
presupponeva i tempi lunghi necessari per portare l'elettricità in ogni
casa, e ugualmente lo sviluppo dell'industria automobilistica è stato
inizialmente assai lento: così i produttori di lampade ad olio, e di carrozze,
hanno avuto molti anni davanti a se prima di essere costretti alla chiusura,
o a cambiar mestiere.
La diffusione delle nuove tecnologie, viceversa, sta avvenendo secondo
ritmi incalzanti e la necessità di adeguare le aziende al cambiamento
è impellente.
Ma quali tipi di impatto avrà Internet, e su quali aziende?
Il primo e più importante effetto diretto di Internet consiste nella disintermediazione.
Le imprese che fondano il loro business sull'intermediazione rischiano
molto, soprattutto se non aggiungono valore al prodotto.
Il "grossista" sarà velocemente insidiato dall'e-marketplace, mercato
virtuale dove le aziende troveranno conveniente acquistare. Gli attori
di un e-marketplace sono, infatti, necessariamente i produttori da un
lato e le aziende consumatrici dall'altro. Gli intermediari tradizionali
vedranno assottigliarsi sempre più gli spazi operativi tradizionali.
La loro clientela residuale sarà sempre più costituita da aziende, spesso
di piccola dimensione, "mentalmente" incapaci di acquistare via Internet
(e saranno sempre meno).
Secondo le più recenti stime, nel 2004, in Europa, Italia compresa, il
20% del commercio tra aziende avverrà via Internet. Le materie prime e
i prodotti di consumo saranno in generale i primi prodotti ad essere trattati
diffusamente on-line.
Un secondo effetto diretto è quello derivante dal maggior potere che
acquisisce il consumatore. La maggior trasparenza del mercato porterà
ad un'accentuazione della concorrenza, i consumatori dispongono già oggi
in rete di luoghi di incontro virtuale in cui scambiarsi consigli di acquisto,
dai forum ai newsgroup fino a siti ad hoc per la valutazione di prodotti
e servizi.
Un esempio? Se vi interessa acquistare una connessione veloce ad Internet,
l'ADSL, seguite questo link:
www.it.ciao.com/product.php?ProduktId=45138.
Si tratta di "luoghi" che le aziende devono imparare a conoscere,
di fenomeni che devono imparare a gestire, anche intervendo direttamente
su di essi facendo conoscere la propria voce in modo intelligente e costruttivo.
Ci sono infine altri impatti più indiretti delle nuove tecnologie sulle
aziende.
Nelle nostre considerazioni prescindiamo volutamente dalle valutazioni
di Internet come strumento di marketing: sarebbe un discorso lungo
e non semplice.
Il più significativo impatto è certamente quello di consentire una
più efficace ed efficiente gestione dei rapporti con i clienti e con i
fornitori. Ciò significa: servizio migliore e minori costi.
In realtà va sottolineato che qui Internet non porta nulla di nuovo, ma
semplicemente amplifica le possibilità preesistenti a costi molto ridotti.
Mi spiego: di Customer Relationship Management e di Supply Chain se ne
parla da anni, non sono concetti portati da Internet. Per essere concreti:
i ricambisti IVECO (e di molti altri produttori) da anni possono direttamente
inserire i loro ordini nel Sistema Informativo di IVECO, tramite connessioni
remote, senza l'ausilio di Internet.
Tuttavia, per far questo ci sono costi cospicui di infrastruttura e di
gestione. Internet consente viceversa di banalizzare tali costi.
Un altro esempio: Federal Express è divenuta famosa per aver realizzato,
per prima, un sistema di tracking delle spedizioni grazie al quale ogni
cliente può verificare in ogni istante dove si trovi il pacco da lui spedito.
Anche in questo caso, nulla impediva che Federal Express aprisse il proprio
data base ai clienti indipendentemente da Internet (e già alcune case
di spedizioni lo facevano con la clientela primaria), ma ciò avrebbe comportato
costi notevoli per i clienti stessi: Internet, viceversa, ha consentito
all'azienda di aprire il proprio data base a tutti i clienti, anche a
quelli occasionali, a costo zero per il cliente. Inoltre, per Federal
Express il costo sostenuto per realizzare e gestire il sistema è in ogni
caso inferiore al costo in precedenza sostenuto per gestire telefonicamente
le richieste dei clienti (e la qualità del nuovo servizio è
nettamente migliore); in secondo luogo l'azienda ha potuto acquisire un
importante vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza, riaffermando
la propria leadership grazie all'uso intelligente della tecnologia.
Su questi impatti, su questi rischi e su queste opportunità, si giocherà
nei prossimi anni la partita per la sopravvivenza, il successo o il declino
delle nostre aziende.
Sta nelle capacità, nell'intelligenza e anche nell'ottimismo di ogni imprenditore
la strada per volgere a proprio favore gli effetti di questa rivoluzione
prossima ventura.
Dr.
Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it
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ASP: utilizzare
il software
via Internet
Nuove
prospettive
per l'outsourcing
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ASP: utilizzare il software via Internet
Un lettore della nostra newsletter mi chiede se ci sono benefici reali
ad utilizzare un software "noleggiato" da un ASP via Internet.
Rispondo pubblicamente al quesito perché l'argomento è certamente di interesse
generale.
L'idea di fruire di un software messo a disposizione da un Application
Service Provider (ASP) attraverso Internet sta prendendo piede. L'azienda,
in pratica, anziché acquistare un determinato software, installarlo e
utilizzarlo su di un elaboratore di proprietà, si connette via Internet
ad un sistema informativo messo a disposizione da un fornitore (l'ASP)
che in pratica "noleggia" il software stesso.
I vantaggi teorici sono molti. Immaginiamo che il software in questione
sia quello gestionale, utilizzato in azienda per tenere la contabilità
e gestire magazzino, vendite, acquisti, produzione, ecc.
E' chiaro che acquistare un software di questo tipo e l'elaboratore su
cui utilizzarlo ha dei costi notevoli. In più, ciò obbliga l'azienda a
gestire l'elaboratore, preoccuparsi quindi dell'aggiornamento del suo
sistema operativo, di quelli del software stesso, dei back-up del sistema,
ecc. ecc.
Fruire di quel software via Internet significa gestire tutte queste attività
in outsourcing, affidarle cioè al fornitore del servizio. Il costo non
sarà quindi quello di acquisto di hw e sw, ma quello del noleggio degli
stessi e degli altri servizi prestati dall'ASP. Inoltre, il costo di tale
noleggio è normalmente calcolato in base all'uso effettivo (numero utenti,
tempi di connessione e simili).
Per le piccole e medie imprese significa liberarsi non solo del costo
dell'acquisizione di hw e sw, ma anche dei relativi costi di manutenzione
e dei costi generali connessi al loro utilizzo: dal personale, all'energia
elettrica, da polizze assicurative a impianti elettrici di stabilizzazione
ecc. ecc.
Potenzialmente, una piccola azienda potrà dotarsi in questo modo
di tipologie di software prima del tutto fuori portata, sia come costi,
sia come risorse necessarie per gestire il Sistema Informativo nel suo
complesso.
Tutto bello, quindi? In prospettiva direi di si, tuttavia oggi si sconta
ancora l'incognita rappresentata dalla precarietà delle infrastrutture
di rete: chi garantisce la continuità del servizio? Molti ASP si impegnano
contrattualmente a garantire determinati standard di servizio, ma chi
garantisce la connettività aziendale ad Internet?
Si tratta quindi di perplessità destinate ad essere superate, mi auguro
rapidamente, non appena troverà riscontro una maggior professionalità
degli operatori che oggi assicurano la connettività alla rete.
A quel punto, l'offerta degli ASP (che non si limita al software gestionale,
qui preso solo ad esempio), sarà certamente un'offerta vincente.
Dr.
Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it

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Novità
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Abbiamo
messo in linea la nuova versione del nostro sito aziendale !
Gli obiettivi della profonda revisione del sito sono molteplici: pur rispettando
il criterio della semplicità che caratterizzava la versione
precedente, si è voluto curare maggiormente l'aspetto grafico.
L'attenzione agli aspetti tecnici ha comunque consentito di ridurre del
60% circa il peso di ogni pagina HTML con conseguente maggior velocità
di accesso alle pagine stesse.
La riorganizzazione logica dei contenuti ci ha portato a fondere tra loro
alcune pagine prima distinte, mentre la riscrittura di alcune pagine ha
avuto lo scopo di meglio illustrare in cosa consistono in concreto i servizi
offerti da Euroimpresa Consulting.
Di particolare interesse è la nuova importante offerta promozionale
che abbiamo riservato agli amici che ci conoscono via Internet: la possibilità
di avere un "rating" gratuito del proprio sito. Un modo simpatico
per conoscerci reciprocamente!
Infine
abbiamo riscritto la pagina di accesso ai vecchi numeri "cartacei"
di Euroimpresa Informa e abbiamo messo in linea i nuovi numeri in formato
HTML della vostra newsletter.
Attenzione: la prossima settimana pubblicheremo sul sito il
nuovo calendario corsi per il prossimo autunno.
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