N° 4/2001
    8 / 18 Maggio
Notiziario di Finanza e Internet per l'azienda
redatto da Euroimpresa Consulting Srl
 
Capire la cronaca quotidiana per far crescere la propria azienda.

    In questo numero:
Finanza
Internet
Euroimpresa

Ringraziamo chi ci ha fatto i complimenti per la nuova veste del nostro sito aziendale, annunciata nello scorso numero della newsletter! Grazie a tutti e buona lettura.

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  Si amplia l'operatività
   di Artigiancassa

  La cassa per il
  credito alle imprese
  artigiane ha nuove
  potenzialità



Si amplia l'operatività di Artigiancassa

Sono scampoli di fine legislatura, ma sono scampoli pregiati! Nella G.U. del 20 marzo scorso, n.66, viene disposto l'ampliamento dell'operatività di Artigiancassa che ora potrà occuparsi anche di sostegno al commercio estero attraverso accordi di collaborazione con Simest e Sace.
La novità interessa una notevole fetta di imprese nazionali costituite sotto forma di aziende artigiane, particolarmente dinamiche nel comparto della esportazione di beni intermedi e finali.
Oltre a ciò, Artigiancassa potrà gestire gli incentivi legati alla legge 488/92 e previsti per le imprese che attuano programmi di investimento. Anche in questo caso sarà necessario attendere che Artigiancassa stipuli una apposita convenzione con il Ministero dell'Industria. L'obiettivo è di rendere più accessibile alle P.M.I. italiane una fonte di finanziamento agevolato che, ad oggi, non è sempre stato possibile sfruttare adeguatamente.



Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it


  Il fabbisogno
   finanziario
  

  Note di finanza
  d'impresa


  
  


Il fabbisogno finanziario

Con "fabbisogno finanziario" si indica la quantità di mezzi finanziari necessari all'azienda per lo svolgimento ordinato della propria attività. Vale a dire, è denominato fabbisogno finanziario l'insieme delle risorse finanziarie richieste dal complesso della gestione aziendale.
A sua volta, il fabbisogno finanziario si distingue in fabbisogno finanziario variabile (o corrente) e permanente. Il primo è legato alle necessità di breve periodo, il secondo è riferito, invece, alle necessità durevoli.
Il fabbisogno corrente è generato dallo svolgimento della gestione con un'ottica di breve termine ed è riferito alle dinamiche produttive e commerciali che danno luogo ai movimenti delle scorte, dei crediti commerciali, dei debiti di fornitura.
Il fabbisogno permanente è legato, invece, alla struttura che l'azienda si è voluta dare e rappresenta ciò che "serve sempre" per farla funzionare. E' lo zoccolo duro del fabbisogno, quello che, indipendentemente da come vada il volume di affari, si presenta con elevata costanza e poca variabilità nel tempo.
Detto della ripartizione tra necessità correnti e permanenti, la dottrina (ma soprattutto la logica) vuole che esse trovino copertura con fonti finanziarie di pari durata. Dunque, il fabbisogno corrente dovrà essere coperto con strumenti di breve periodo, mentre quello permanente troverà idonea copertura mediante l'accesso a fonti finanziarie aventi durata pluriennale.
Sotto il primo profilo ricordiamo, per ciò che riguarda il credito bancario, le anticipazioni sugli ordini, sui contratti, sugli effetti commerciali, gli affidamenti di conto corrente e i finanziamenti concessi con durata inferiore ai diciotto mesi. Includiamo, tra i finanziamenti, anche il credito di firma: fideiussioni, lettere di credito eccetera.
Sotto il secondo profilo, invece, troviamo il ricorso ai finanziamenti a medio e a lungo termine (il cui discriminante è fissato, rispettivamente, oltre 18 e fino a 60 mesi ed oltre i 60 mesi), sia ipotecari che chirografari.
Non dobbiamo, però, commettere l'errore di credere che, per approvvigionarsi di mezzi finanziari, esista solo il canale bancario. Infatti, possono essere reperiti fondi anche a titolo di capitale di rischio mediante aumenti a pagamento del capitale sociale.
Oppure si possono reperire fonti finanziarie a scadenza protratta mediante l'accensione di prestiti ottenuti da soggetti terzi, diversi dagli intermediari creditizi. Anche il credito di firma può essere ottenuto accedendo a fonti extra bancarie. I soci di una s.r.l. che prestano fiudeiussione per un affidamento bancario non fanno altro che fornire indirettamente mezzi finanziari alla società che garantiscono, impegnando il loro patrimonio personale e facendola beneficiare di un vero e proprio credito di firma, da loro concesso e rappresentato dalla fideiussione rilasciata.
Sorge spontanea una domanda. Se le banche si fanno pagare per le fideiussioni che rilasciano, per esempio, in favore dei Comuni per il pagamento degli oneri di urbanizzazione, perché i garanti di una s.r.l. non dovrebbero fare altrettanto, chiedendo un compenso per la loro garanzia di firma?



Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it


  Il costo di un sito web
   (ultima parte)

   Come comparare
   offerte dai prezzi...   
   ... incomparabili !

 


Il costo di un sito web (ultima parte)

Se chiedete un preventivo per la realizzazione di un sito web a più aziende del settore, facilmente avrete la sensazione che qualcuno non abbia capito bene quello che volevate: tutti vi offriranno più o meno le stesse cose, ma il costo in fondo all'offerta potrà variare in maniera apparentemente incomprensibile.
Siamo partiti, tre numeri fa, da questa constatazione: tutti offrono le stesse cose, poniamo 20 pagine web, ma un'azienda vi chiede un milione e un'altra 20; cosa c'è che non va?
Abbiamo detto, schematizzando, che la variabilità dei prezzi dipende da almeno tre parametri:

* Caratteristiche tecnologiche del sito;
* Costo / servizio offerto dal fornitore;
* Politiche commerciali (meglio un uovo oggi e una gallina domani).

Abbiamo analizzato le principali variabili tecnologiche: la compatibilità, la velocità e l'usabilità di un sito web.
Oggi parleremo dei parametri "non tecnologici" che incidono sul costo di un sito.

Costo / servizio offerto dal fornitore.
Nella seppur breve storia del web (il WWW è nato al Cern di Ginevra nel '91, e i primi siti aziendali sono sorti due / tre anni dopo) possiamo individuare alcuni step precisi con riferimento alle "professionalità" coinvolte nella realizzazione di siti aziendali:
* i primi siti (93/95) vennero realizzati da esperti di software e di sistemi informativi    ("animali informatici" puri...)
* poi entrarono nella partita i grafici (95/96)
* nel 96/97 fecero la loro comparsa gli esperti di comunicazione
* subito dopo il team si allargò ad esperti di pubblicità e nacque il concetto di web marketing (97)
* fu poi la volta degli esperti di strategie dei contenuti e di strategie di comunicazione (98/99): si parla così di e-consultants.
Il team di progetto si arricchisce quindi via via di nuove professionalità che assicurano il raggiungimento di importanti obiettivi in termini di marketing e di comunicazione globale.
E' importante notare come il team di lavoro sia interdisciplinare: non basta sapere di marketing per realizzare un buon sito, perché occorre conoscere a fondo la peculiarità del mezzo Internet.
Per esempio: immaginiamo di voler impostare un messaggio di tipo emozionale (del tipo "dove c'è Barilla c'è casa", per intenderci) non basta azzeccare la frase, usare colori caldi, come sulla carta stampata, occorre anche pensare al mezzo, Internet, avere chiaro che uno non viene sul sito per leggere della pubblicità, ma per trovarci qualcosa di utile, per esempio delle ricette, e mettere il messaggio pubblicitario tra le righe...
Guardando i siti italiani delle piccole e medie aziende ci si rende conto di quanto ancora stiamo vivendo in Italia la fase "protostorica" del web: ci sono decine di siti evidentemente realizzati da tecnici puri, con una grafica disastrosa e nessun obiettivo di marketing, altri fatti da grafici, sovrabbondanti di immagini e di mille effetti speciali, spesso mostruosamente lenti: inutili nel migliore dei casi, dannosi nella maggior parte.
E dove sono gli esperti di marketing, e quelli di comunicazione ?
Tutti si offrono di realizzare siti web, dallo studente che lavora a casa a improvvisate società sorte dal nulla, da agenzie pubblicitarie a società di marketing, a società di telecomunicazioni che offrono la realizzazione di siti accanto alla connettività alla rete.
Da qui la disparità di prezzi (chi lavora in casa, senza costi fissi di struttura, può evidentemente tenere costi molto più bassi...), da qui la mancanza di professionalità che caratterizza la gran parte dei siti web delle piccole e medie imprese italiane.
Da qui la quasi completa inutilità dell'investimento fatto e la delusione di molti imprenditori.

Politiche commerciali (meglio un uovo oggi e una gallina domani).

Dedico l'ultima riflessione alle politiche commerciali. Molte società, come si diceva, offrono una pluralità di servizi: oltre alla realizzazione del sito vi offrono l'acquisizione del dominio, l'hosting del sito su un loro server, la connessione alla rete, la manutenzione del sito, il tutto pagando un comodo canone annuale.
E' evidente che queste società sono spesso disposte a realizzare il sito web sottocosto per garantirsi poi una rendita continuativa a costi irrisori.

Conclusioni.
Non basta confrontare i prezzi.
Fatevi dare l'ultimo bilancio del fornitore che vi ha fatto l'offerta: controllate il capitale sociale, le immobilizzazioni, il fatturato.
Fatevi dare un elenco di referenze ed esaminate i siti indicati. Non guardate se l'elenco è lungo o è corto: meglio aver realizzato un solo sito, ben fatto, che cento fatti male. Giudicate i siti in base ai parametri tecnici illustrati nei numeri precedenti della newsletter. E, se conoscete un po' di marketing, esaminate anche gli aspetti di comunicazione di questi siti. Poi, confrontate i prezzi.

Per finire, consentitemi due osservazioni apparentemente fuori tema...
L'utilizzo di Internet deve far parte della visione strategica dell'azienda. La realizzazione di un sito deve essere finalizzata al raggiungimento di obiettivi aziendali precisi, ben identificati anche in termini monetari.
Non fatevi indurre a realizzare un sito per moda, o perché ce l'hanno tutti: ponetevi degli obiettivi e progettate un sito per realizzarli. Se non avete degli obiettivi precisi, non realizzate un sito web. Non sarebbe un investimento, ma una spesa a fondo perduto.
Ricordate, per finire, che il progetto complessivo deve tener conto anche dei costi di promozione del sito, che, in base agli obiettivi, possono essere anche assai superiori ai costi stessi della realizzazione del sito!


Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it



   Dell Computer:
   Internet funziona!!!

  Diffusi i dati di
  bilancio del primo
  trimestre 2001.


Dell Computer: Internet funziona!!!

Nel primo numero Html di questa nostra newsletter abbiamo cercato di dimostrare che la sensazione di crisi che circonda Internet sia profondamente errata: deriva da un lato dal crollo delle quotazioni di una parte dei titoli tecnologici (ma avevano raggiunto valori fuori dalla realtà !) e dall'altro dalla crisi di alcune società Internet, il cui progetto, in realtà, non poggiava su solide basi industriali.
Noi sosteniamo da sempre che Internet deve essere utilizzato per riorganizzare i processi aziendali, per gestire meglio i rapporti con i clienti e con i fornitori, per ridurre i costi...
Non è la realizzazione di un sito più o meno ben fatto che porta a risultati tangibili.
Nel nostro sito citiamo la vicenda di Dell Computer come caso di scuola sull'utilizzo di Internet. Ne sintetizziamo di seguito il contenuto (per maggiori informazioni clikka qui per collegarti alla pagina web del nostro sito dove ne parliamo).
Dell Computer ha rivoluzionato il mercato dei Personal Computer attraverso l'utilizzo di Internet. Assemblando su ordinazione (ricevuta via Internet) ha potuto ridurre enormemente i costi finanziari: mentre la concorrenza produceva per il magazzino PC di configurazione fissa e pagava i fornitori 60 / 90 giorni prima di incassare dai clienti, Dell consente al cliente di configurare liberamente il proprio PC e mediamente incassa il pagamento 5/7 giorni prima di pagare i fornitori.
Il cliente configura il proprio PC, immette l'ordine, esegue il pagamento e segue via Internet l'avanzamento dell'ordine stesso, dal ricevimento all'assemblaggio, alla spedizione.
Nel 1998 Dell (nata pochi anni prima) ha raggiunto i 500 milioni di dollari di utili (ante imposte) in un trimestre fiscale (!), schiantando la concorrenza di società del peso di IBM e Compaq. Nel giro di un anno anche questi colossi hanno dovuto rivedere completamente il proprio modo di produrre e di vendere per restare sul mercato.

Credo che le motivazioni del successo di Dell siano chiarissime: attenzione alle esigenze dei clienti, ottimizzazione dei processi di acquisto, di vendita e di produzione attraverso l'utilizzo di Internet.
Dell Computer rappresenta un caso eclatante che dimostra come Internet può portare a risultati aziendali eccezionali. Torniamo a parlarne oggi perché la scorsa settimana la società ha diffuso i risultati relativi al primo trimestre fiscale 2001: bene, in piena "crisi (presunta) di Internet" e di recessione americana, Dell Computer ha realizzato nel primo trimestre 2001 utili per 446 milioni di dollari, con un fatturato pari a 8 miliardi di dollari (+ 10% rispetto al primo trimestre 2000). Alla faccia della crisi!
Non resta che riprendere le conclusioni dell'articolo già citato: è importante che l'attuale fase di attesa, quasi di sfiducia nei confronti delle nuove tecnologie, sia velocemente superata, in quanto estremamente pericolosa per le nostre piccole e medie imprese. Rischiano infatti di perdere il momento giusto per cogliere un importante vantaggio competitivo utilizzando Internet come strumento per migliorare la propria produttività.
Restando alla finestra, rischiano di vedersi passare sotto il naso il carro dei vincitori...


Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it


   Novità

   
   


Abbiamo messo in linea la nuova versione del nostro sito aziendale !
Gli obiettivi della profonda revisione del sito sono molteplici: pur rispettando il criterio della semplicità che caratterizzava la versione precedente, si è voluto curare maggiormente l'aspetto grafico. L'attenzione agli aspetti tecnici ha comunque consentito di ridurre del 60% circa il peso di ogni pagina HTML con conseguente maggior velocità di accesso alle pagine stesse.
La riorganizzazione logica dei contenuti ci ha portato a fondere tra loro alcune pagine prima distinte, mentre la riscrittura di alcune pagine ha avuto lo scopo di meglio illustrare in cosa consistono in concreto i servizi offerti da Euroimpresa Consulting.
Di particolare interesse è la nuova importante offerta promozionale che abbiamo riservato agli amici che ci conoscono via Internet: la possibilità di avere un "rating" gratuito del proprio sito. Un modo simpatico per conoscerci reciprocamente!
Infine abbiamo riscritto la pagina di accesso ai vecchi numeri "cartacei" di Euroimpresa Informa e abbiamo messo in linea i nuovi numeri in formato HTML della vostra newsletter.

Non appena esaurita la "sbornia" da feste e ponti metteremo in linea, come promesso, il nuovo calendario corsi, che prevede la ripetizione a breve dei corsi tenuti in gennaio / febbraio.
A proposito..., se vuoi dare un'occhiata al nuovo look del nostro sito, clikka qui!




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