N° 3/2001
   7 Aprile / 7 Maggio
Notiziario di Finanza e Internet per l'azienda
redatto da Euroimpresa Consulting Srl
 
Capire la cronaca quotidiana per far crescere la propria azienda.

    In questo numero:
Finanza
Internet
Euroimpresa

Dopo la lunga pausa pasquale... 25 Aprile... 1° Maggio, "Euroimpresa Informa" ritorna nella tua mail box. In realtà non abbiamo fatto festa, ci siamo presi una pausa per ultimare la nuova versione del nostro sito aziendale, come illustrato nella pagina "Novità" di questo numero.

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© Copyright & Legale   Euroimpresa Consulting Srl - 2001

  Giovani Leoni

  La giovane B.C.E.
  segue la sua strada
  e non taglia i tassi


Giovani Leoni

Qualcuno, improvvidamente, quando Duisenberg ha annunciato che non avrebbe portato a termine il suo mandato, aveva tirato fuori l'acqua minerale per un brindisi con le bollicine. "Taglieranno i tassi, finalmente!".
Macché... Come da copione (v. notiziario n.03/2001), i tassi della B.C.E. sono rimasti rigorosamente fermi. Tutto è spiegato dai principali commentatori con la seguente considerazione: la politica della B.C.E. viene definita "di lungo periodo", in contrapposizione a quella della Fed, definita "di breve periodo".
Cambierà qualcosa con le dimissioni di Duisenberg? Non credo. Anche perché la massa monetaria dell'Unione ha continuato ad espandersi. Inoltre, quella che è stata praticata finora non è una politica monetaria che si agganci facilmente al carro della Fed. E anche se cambiasse il capo, le decisioni non sono prese solo da lui. Certo, il capo della B.C.E. ne è il referente ed un importante attore. Ma non è l'unico. Potranno cambiare i dettagli, ma non i metodi, né le priorità.
Entro certi limiti, pertanto, si ha ragione di credere che la banca dell'Europa unita, anche se nata da poco, cercherà di fare da sé. Giovani leoni, appunto. (Chi si ricorda come finì Marlon Brando in quel film?)
Intanto l'inflazione italiana non molla, ma anche quella europea e, dunque, i tassi nominali che non si muovono rappresentano pur sempre, in termini reali, un calo effettivo. Forti di queste considerazioni e puntando anche sul fatto che la sola politica monetaria non serve a rilanciare l'economia, i nostri saggi hanno deciso più volte che le cose stanno bene così. E l'interbancario? Beh, quello non cala. Anzi, tra fine marzo e fine aprile i tassi a uno e a due mesi sono cresciuti di un decimo di punto. Il tasso a tre mesi sale di due decimi, mentre le restanti scadenze salgono addirittura di tre decimi di punto. Il sistema creditizio prende atto e noi con lui.


Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it


  Artigiani a
   Responsabilità
   Limitata

  In vigore la norma che
  consente di costituire
  imprese artigiane
  anche in forma di Srl
  
  


Artigiani a Responsabilità Limitata

Lo scorso 4 aprile è entrata in vigore la legge n.57 del 5/3/2001, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del giorno 20 marzo scorso, n.66. Tra le altre cose, questa legge disciplina la possibilità, per le imprese artigiane, di costituirsi con la forma societaria di s.r.l. Perché ciò sia possibile, però, occorre soddisfare ad alcune condizioni ben precise. Per conoscere esattamente la norma e per non commettere errori nella sua applicazione rimandiamo il lettore alla Gazzetta Ufficiale sopra citata.
In linea di massima, sarà consentito costituire società a responsabilità limitata a carattere artigianale purché:
a) la maggioranza dei soci abbia la qualifica di artigiano e partecipi direttamente al processo produttivo;
b) la maggioranza del capitale sociale deve essere in mano ai soci artigiani stessi;
c) i soci artigiani, inoltre, devono mantenere la maggioranza negli organi deliberanti (assemblea dei soci e consiglio di amministrazione).

I requisiti necessari per potersi iscrivere all'Albo delle Imprese Artigiane continuano a essere disciplinati dalla Legge Quadro 443/85. La nuova norma non modifica le condizioni richieste per l'iscrizione all'Albo, particolarmente per ciò che attiene alle dimensioni e al lavoro materialmente svolto nel processo produttivo da parte dei soci. Di conseguenza, anche le s.r.l. artigiane dovranno rispettare i parametri previsti per le ditte individuali e per le società di persone.
Le previsioni da più parte formulate nello scorso autunno, che rimandavano alla nuova legislatura il completamento dell'iter parlamentare della legge, una volta tanto sono state felicemente disattese. Con buona pace degli scettici, tra cui chi scrive...

Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
damiano.pizzini@euroimpresacons.it


  Il costo di un sito web
   (parte terza)

   Come comparare
   offerte dai prezzi...   
   ... incomparabili !

 


Il costo di un sito web (parte terza)

La prima parte di queste riflessioni, pubblicata negli scorsi numeri, si apriva con la seguente constatazione: se chiedete un preventivo per la realizzazione di un sito web a più aziende del settore, avrete il seguente risultato: tutte vi offriranno più o meno le stesse cose, ma il costo in fondo all'offerta potrà variare in maniera apparentemente incomprensibile.
Tutti offrono le stesse cose, poniamo 20 pagine web, ma un'azienda vi chiede un milione e un'altra 20: cosa c'è che non va?
Abbiamo detto, schematizzando, che la variabilità dei prezzi dipende da almeno tre parametri:
* Caratteristiche tecnologiche del sito;
* Costo / servizio offerto dal fornitore;
* Politiche commerciali (meglio un uovo oggi e una gallina domani).

Abbiamo analizzato due importanti aspetti delle caratteristiche tecnologiche: la "compatibilità" delle pagine web con i vari programmi di navigazione e la "velocità" di un sito web. Oggi parleremo di un terzo (ed ultimo) aspetto tecnologico fondamentale: l'usabilità di un sito web.

"Usabilità" di un sito web
Questo brutto termine vuol essere la traduzione italiana dell'inglese "usability", concetto di cui ultimamente si parla molto tra gli addetti ai lavori con riferimento ad Internet.
Il termine potrebbe essere forse tradotto meglio con "facilità d'uso", ma forse si teme di banalizzare troppo il concetto, così è ormai entrato nell'uso il brutto termine di cui sopra.
In realtà, di usability o di usabilità si parla, più in generale, con riferimento a qualsiasi prodotto, per indicare il grado in cui questo può essere utilizzato da un suo tipico utilizzatore per raggiungere gli obiettivi che gli sono propri con efficacia ed efficienza.
Così si può parlare di usabilità con riferimento al telecomando del videoregistratore, ad una lavatrice, ad un'automobile...
Informatica e usabilità si sono avvicinate solo di recente. Chi programmava trent'anni fa si preoccupava molto poco delle esigenze degli utenti. Tant'è che per far funzionare la maggioranza degli elaboratori era necessario essere dei tecnici. La maggior parte dei software era fatto da tecnici...per tecnici, non per gli utenti finali.
E' forse con la nascita del "Mac", che per la prima volta ci si è preoccupati di fornire all'utente un'interfaccia "amichevole".
Oggi quasi tutti i software vengono sviluppati tenendo conto delle esigenze degli utenti, della semplicità d'uso. Sono stati definiti degli standard (ISO, GUI), dei criteri di riferimento.
Internet ha rimescolato le carte. Ciò sia perché molti creatori di siti (o improvvisati tali) di nuovo non hanno tenuto in nessun conto le esigenze degli utenti, sia perché la novità del mezzo, la nuova modalità di fruizione di contenuti multimediali, le nuove strade aperte dovevano essere esplorate per intero prima di poter valutare limiti e potenzialità del nuovo mezzo.
Usabilità in concreto vuol dire:
1) interfaccia utente gradevole e facile da usare, intuitiva, (deve consentire di navigare in modo efficiente ed efficace);
2) razionalità dei contenuti, cioè buona organizzazione delle informazioni all'interno del sito.
Il concetto è elementare: vi piacerebbe entrare in un supermercato dove la merce fosse posta sui banchi alla rinfusa, non suddivisa per categorie omogenee, senza indicazioni, senza spazi adeguati dove muoversi con i carrelli, con i cartellini dei prezzi poco leggibili, ecc. ecc. ecc.? Penso di no. Eppure molti siti Internet devono apparire così agli utenti, e non mi riferisco tanto ai siti "per lo svago", ma a quelli professionali, aziendali, magari dedicati all'e-commerce.
Secondo una recentissima ricerca americana l'80% dei siti è scarsamente usabile, mentre solo il 7% risulta pienamente usabile.
Il dilettantismo e la scarsa professionalità non premiano, pensateci.
Prima di essere realizzato in HTML un sito deve essere pensato sulla carta, ed il progetto deve essere frutto di una serie di incontri tra i responsabili dell'azienda e un esperto di processi aziendali e di Internet. Perché non basta conoscere la propria azienda per sapere quali contenuti mettere in un sito e come organizzarli; e neppure basta conoscere Internet per capire quali sono le problematiche vere dei clienti di una certa azienda, potenziali utenti del suo sito.
Vi propongo un piccolo esempio (vero) che spero possa essere illuminante. Immaginate una società che produca software. Evidentemente può utilizzare il sito per informare i propri clienti degli sviluppi in corso, delle date di prossimo rilascio delle novità, spesso dovute a esigenze fiscali; può utilizzare il sito per consentire agli utenti di scaricare direttamente gli aggiornamenti. E molto altro ancora.
Bene, io credo che queste cose siano della massima importanza per i clienti di quell'azienda: quindi è essenziale che l'utente, collegandosi al sito possa individuare subito come arrivare a queste informazioni.
Purtroppo, e qui inizia l'esempio..., ho in mente il sito di una delle principali software house italiane che viceversa è organizzato secondo una tipica visione organizzativa dell'azienda: l'utente si collega alla home page e non vi trova assolutamente nessuna informazione utile, deve seguire il link alle pagine di contenuto, deve procedere (se lo sa) verso l'area "prodotti" dove trova l'elenco dei prodotti dell'azienda, quindi deve scegliere il prodotto prescelto e arriva ad una pagina che propone una descrizione generica del prodotto, qui poi deve scegliere tra link verso le informazioni commerciali e link verso quelle tecniche e, finalmente, tra quelle tecniche trova le informazioni cercate relative agli aggiornamenti del suo software.
Se il sito fosse stato realizzato con una visione orientata all'utente e non all'azienda, in home page il cliente avrebbe dovuto trovare un link diretto ad una pagina dedicata agli aggiornamenti, dove questi sono suddivisi per prodotto; inoltre, in home page può esserci anche un link verso le informazioni urgenti sui prodotti stessi.
Molti siti di grandi produttori internazionali sono strutturati così ormai da anni; allo stesso modo molti produttori di periferiche hardware in home page mettono bene in vista il link verso i driver più aggiornati per i loro prodotti.
Questo significa avere bene in mente le esigenze degli utenti e rendersi conto del mezzo: Internet è lento, navigare è a volte un'esperienza stressante, non trovare subito quello che si cerca fa perdere la pazienza.
Strutturare il sito secondo i settori aziendali, o comunque secondo una visione aziendo-centrica è un errore molto diffuso, così come quello di sprecare l'home page senza metterci nulla di veramente interessante ed utile per il navigatore. Credete che gli interessi un'orrenda foto della vostra sede, magari di 70 kb ?
Capire come organizzare le informazioni nel proprio sito è un passo fondamentale della sua progettazione: occorre mettersi nei panni del cliente e, possibilmente, sentire il suo parere. Si tratta di una fase cruciale della progettazione e richiede molti incontri tra i dirigenti dell'azienda e la figura professionale "esperta di Internet" che deve anche conoscere molto bene come funzionano i processi aziendali. ...E le scelte dovranno essere fatte senza urtare la suscettibilità di questo o quel dirigente che potrà sentire sminuita l'importanza del proprio settore ...
Potremmo a questo punto parlare dell'interfaccia utente e dei modelli e dei criteri guida che stanno emergendo in campo di web usability, ma ci vorrebbero pagine e pagine. Vi rinvio pertanto, se siete interessati all'ormai abbondante documentazione esistente (se volete che ce ne occupiamo su queste pagine scrivetelo!).

Il messaggio di fondo che vorrei lasciarvi è che l'usabilità del sito è fondamentale (non vi è mai capitato di ritornare in un sito per ricercare un'informazione che vi avevate trovato in precedenza e di non riuscire a ritrovarla?), quanto la velocità e la compatibilità.
Ed anche progettare l'usabilità di un sito costa. E molto. E' un altro parametro che va considerato quando si comparano offerte simili eppur tanto diverse nei costi!

Con queste riflessioni abbiamo esaurito l'analisi delle variabili tecniche del costo di un sito: spero che ora sia chiaro perché mettere insieme venti pagine HTML può costare poche centinaia di mila lire o qualche decina di milioni: quattro ruote, un motore, una carrozzeria fanno un'automobile, ma tra la Cinquecento ed una Ferrari c'è una bella differenza !
Al prossimo numero, dunque, dove parleremo di altre variabili non tecniche che pure influiscono sul costo di un sito.

Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it



   Euro & Informatica

  L'appuntamento con
  l'Euro è alle porte.
  Il Sistema Informativo
  è pronto ?


Euro & Informatica: gli incubi del contabile

Nello scorso numero si diceva che nonostate l'adozione dell'Euro sia alle porte, le aziende italiane paiono non preoccuparsene affatto, quasi pensino che uno "switch" informatico le faccia passare in modo indolore dalla gestione in lire a quella in Euro.
Si sottolineava inoltre come in realtà il travaglio potrà essere assai doloroso, anche perchè le risorse professionali a disposizione delle società di software sono limitate e difficilmente potranno assorbire l'improvvisa mole di lavoro che si sta accumulando.
Quanto al software stesso, avvisavo che potrebbe dare dei problemi operativi, laddove non sia stato sufficientemente testato in questi due anni di convivenza lira / euro.

In questo numero vorrei proporvi qualche esempio concreto delle potenziali "squadrature" che potranno turbare i sonni dei contabili più pignoli.

Un primo problema riguarda le operazioni di chiusura e di riapertura: chiusura di un esercizio in Lire e riapertura del nuovo esercizio in Euro. Il software abitualmente usato chiude i conti patrimoniali in lire e li riapre per lo stesso importo. Nel 2002 dovrà riaprire i conti in Euro: la somma degli importi dei singoli conti convertiti in euro certamente non quadrerà. Vediamo un esempio:

Stato Patrimoniale in Lire
Attivo |
Passivo
Conto
|
Conto
 A
150.000
| X
350.000
 B
40.000
| Y
100.000
 C
300.000
| Z
40.000
-------
---------
| -------
----------
Totale
490.000
| Totale
490.000

Eseguita la conversione dei singoli importi (dividendo ogni saldo per 1936,27) otterremo il seguente risultato:

Stato Patrimoniale in Euro
Attivo |
Passivo
Conto
|
Conto
 A
77,47
| X
180,76
 B
20,66
| Y
51,64
 C
154,94
| Z
20,65
-------
---------
| -------
----------
Totale
253,07
| Totale
253,05

E' evidente il problema di quadratura: il bilancio squadra per 2 centesimi di Euro (pari a 39 lire). Se il programma non utilizza dei meccanismi automatici in grado di "spalmare" tale differenza su conti opportunamente individuati, sarà necessario eseguire una scrittura di rettifica per girarla ad un conto di arrotondamento. In questo caso, tuttavia, ci si troverebbe nella situazione in cui il saldo iniziale dei conti, senza movimenti, non quadra.

Secondo problema, sempre relativo alla riapertura dei conti in Euro. Parliamo di conti gestiti a partite aperte, tipicamente clienti e fornitori. Contabilmente ogni conto (cliente o fornitore) presenta un saldo che coincide con la somma delle partite aperte di quel conto. Vediamo cosa succede in fase di riapertura in Euro:

Situazione in Lire
Saldo contab. cliente xy
1.250.000
---
Estratto conto cliente xy
 Fattura n° 1 L.
350.000
 Fattura n° 2  L.
150.000
 Fattura n° 3 L.
300.000
 Fattura n° 4 L.
100.000
 Fattura n° 5
L.
350.000
-------- ---------- -- -------
-----------
Totale
e/c
L .
1.250.000

In lire abbiamo quindi perfetta identità tra saldo contabile ed estratto conto.
In fase di passaggio al nuovo esercizio in Euro, il saldo contabile sarà convertito (moltiplicato per 1.936,27), mentre a livello di e/conto saranno convertite le singole partite, con il seguente risultato:

Situazione in Euro
Saldo contab. cliente xy
645,57
---
Estratto conto cliente xy
 Fattura n° 1 L.
180,76
 Fattura n° 2  L.
77,47
 Fattura n° 3 L.
154,94
 Fattura n° 4 L.
51,65
 Fattura n° 5
L.
180,76
-------- ---------- -- -------
-----------
Totale
e/c
L .
645,58

Come si può vedere, saldo contabile e totale dell'estratto conto non coincidono più, in questo esempio differiscono di un centesimo di Euro, 19 lire.
Anche in questo caso i software più attenti agli "incubi del contabile" hanno architettato dei meccanismi per sistemare la differenza (attraverso, per esempio, la creazione di una partita fittizia, contabilmente irrilevante pari alla differenza rilevata - 1 centesimo, nell'esempio - e la successiva generazione automatica di un movimento contabile di arrotondamento per chiudere la partita stessa).
In mancanza, fino alla chiusura di tutte le partite convertite, vi trascinerete queste squadrature..., perchè qualunque scrittura manuale inciderebbe sia sul saldo che sull'estratto conto.

Queste sono solo alcune delle stupide problematiche che potranno comunque creare qualche grattacapo ai contabili... Altre ce ne sarebbero, ma spesso dipendono non tanto da problemi di logica, quanto dalle caratteristiche di funzionamento dei vari applicativi utilizzati.

Di preoccupazioni ne avremo tutti: chi si occupa di costi, per esempio, dovrà verificare che il numero di decimali del data-base sia stato opportunamente ampliato: se infatti nel prodotto "XY" entrano una serie di componenti il cui costo specifico è molto basso, il centesimo di euro (pari a circa 20 lire) può essere un'unità di costo troppo grande (già oggi molti data-base consentono di imputare il centesimo / millesimo di lira per valorizzare componentistica di bassissimo valore unitario, è il caso di led ed altre componenti elettroniche: in tal caso, per mantenere la stessa precisione di costo, il data-base in Euro dovrà essere 5 decimali).

E se l'Euro non vi creerà problemi sul lavoro... vi resterà per un bel po' il disagio di dover pensare con i nuovi prezzi. Per esempio, sapreste dire a bruciapelo se guadagnate più o meno 1.237 Euro al mese? E le Melinda a 1,77 Euro sono care o a buon mercato?
... Buon Euro a tutti !


Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl
domenico.golonia@euroimpresacons.it


   Novità

   
   


Abbiamo messo in linea la nuova versione del nostro sito aziendale !
Gli obiettivi della profonda revisione del sito sono molteplici: pur rispettando il criterio della semplicità che caratterizzava la versione precedente, si è voluto curare maggiormente l'aspetto grafico. L'attenzione agli aspetti tecnici ha comunque consentito di ridurre del 60% circa il peso di ogni pagina HTML con conseguente maggior velocità di accesso alle pagine stesse.
La riorganizzazione logica dei contenuti ci ha portato a fondere tra loro alcune pagine prima distinte, mentre la riscrittura di alcune pagine ha avuto lo scopo di meglio illustrare in cosa consistono in concreto i servizi offerti da Euroimpresa Consulting.
Di particolare interesse è la nuova importante offerta promozionale che abbiamo riservato agli amici che ci conoscono via Internet: la possibilità di avere un "rating" gratuito del proprio sito. Un modo simpatico per conoscerci reciprocamente!
Infine abbiamo riscritto la pagina di accesso ai vecchi numeri "cartacei" di Euroimpresa Informa e abbiamo messo in linea i nuovi numeri in formato HTML della vostra newsletter.

Non appena esaurita la "sbornia" da feste e ponti metteremo in linea, come promesso, il nuovo calendario corsi, che prevede la ripetizione a breve dei corsi tenuti in gennaio / febbraio.
A proposito..., se vuoi dare un'occhiata al nuovo look del nostro sito, clikka qui!




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