N° 1/2001
    24 / 30 Marzo 2001
Notiziario di Finanza e Internet per l'azienda
redatto da Euroimpresa Consulting Srl
 
Capire la cronaca quotidiana per far crescere la propria azienda.

    In questo numero:
Finanza
Internet
Euroimpresa

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© Copyright & Legale   Euroimpresa Consulting Srl - 2001

  Lira interbancaria
   con poche
   variazioni

  L'euribor cede ancora
  qualche decimale


Lira interbancaria con poche variazioni

Ancora qualche movimento di assestamento dei tassi di interesse, nella convinzione che l'Istituto Centrale europeo provvederà prima dell'estate a ritoccare il tasso di riferimento. La tendenza del mercato, tuttavia, non si sta trasferendo ai prenditori finali di fonti finanziarie: le imprese. Grazie anche all'invito rivolto alle banche dal Governatore della Banca d'Italia, Fazio, a raffreddare l'andamento degli impieghi a breve termine. Si spiega, così, la gestione dei tassi praticata da diverse banche, in controtendenza rispetto al costo della provvista. Credito, dunque, teoricamente meno caro solo per le banche e di più difficile accesso per le aziende.

EURIBOR (28/3/2001)

 

La situazione attuale, potenzialmente carica di elementi positivi per un rilancio dell'economia dell'Europa unitaria, si trova a fare i conti con alcuni attriti strutturali che potrebbero rallentarla o, al limite, bloccarla. A poco serve consolarsi con la griglia dei tassi attesi, rilevata il 28/3/2001, che mostrano ancora una flessione del costo del denaro di qui alla fine dell'estate.


Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl


  Piu' alti gli interessi
   legali

  Aumenta il saggio di
  interesse legale,
  passato al 3,5%


Piu' alti gli interessi legali

Che cose strane, succedono! Il tasso di interesse legale è rimasto fermo per svariati decenni al 10% e, tutto a un tratto, si muove e cambia con una rapidità che, confrontata con la precedente immobilità, appare eccezionale.
Ad ogni buon conto, a partire al 1/1/2001 il tasso passa dal 2,5% al 3,5%. L'adeguamento è stato calcolato dal Ministero del Tesoro prendendo a riferimento il rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato con durata non superiore ai 12 mesi ed il tasso di inflazione registrato nel 2000. La nuova quantificazione del tasso legale di interesse modifica l'articolo 1284 del Codice Civile, che lo disciplina.
Ricordiamo che gli interessi legali si producono, nel caso non sia stata pattuita una diversa quantificazione, a fronte di crediti liquidi ed esigibili. La pattuizione di interessi in esubero della misura di legge deve essere, ovviamente, provata.

Dr. Damiano Pizzini - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl


   Il costo di un sito web
   (parte prima)

   Come comparare
   offerte dai prezzi...   
   ... incomparabili !

 


Il costo di un sito web (parte prima)

Se chiedete un preventivo per la realizzazione di un sito web a più aziende del settore, facilmente avrete la sensazione che qualcuno non abbia capito bene quello che volevate: tutti vi offriranno più o meno le stesse cose, ma il costo in fondo all'offerta potrà variare in maniera apparentemente incomprensibile.
In realtà, nell'informatica questo è vero da sempre: il software e i servizi sono beni assai poco trasparenti e confrontabili. Un paio di mesi fa leggevo su di una rivista specializzata le recensioni relative ad alcuni "pacchetti" per la realizzazione di siti di e-commerce: il prezzo variava dalle 800.000 lire ai 200 milioni, ma le caratteristiche illustrate dai produttori parevano le stesse...

Ma torniamo ai nostri preventivi: cerchiamo di fare un po' di chiarezza e di capire quali sono i parametri che incidono sul costo finale di un sito web. Semplificando, possiamo limitarci a tre problematiche principali:

* Caratteristiche tecnologiche del sito;
* Costo / servizio offerto dal fornitore;
* Politiche commerciali (meglio un uovo oggi e una gallina domani).

Caratteristiche tecnologiche.
Chiunque oggi può realizzare un sito web: c'e' una pletora di società di tutti i tipi e di tutte le dimensione che offrono la più ricca miscellanea di servizi internet tra cui la realizzazione di un sito; in edicola proliferano le dispense del tipo "Costruisci il tuo sito Internet in 7 giorni !" e, se proprio non avete la voglia o il tempo di farvelo da soli, c'è sempre il figlio di un amico che col computer è un mostro... Tuttavia, dietro la facciata di un'apparente semplicità (il linguaggio del web, l'HTML, non è certo un linguaggio complesso) si nasconde una lunga serie di problematiche di carattere tecnico e logico che, se trascurate, possono compromettere in larga misura l'efficacia del vostro intervento.

La compatibilità.
Quali difficoltà di tipo tecnico / tecnologico occorre affrontare ? Il primo parametro da affrontare (e l'unico di cui ci occupiamo oggi) e' quello della "compatibilita'" delle vostre pagine html. Va ricordato che esistono in commercio molti programmi su PC che permettono di "navigare" in internet e visualizzare i siti web: sono i cosiddetti browser (i più diffusi sono Internet Explorer e Netscape Navigator, ma ce ne sono molti altri, da Opera in giù).
Poiché il linguaggio html è in costante e rapidissima evoluzione, tali browser vengono periodicamente aggiornati (più o meno ogni anno) per poter leggere correttamente le nuove versioni html: quindi la nostra, anzi, la vostra pagina html sarà letta da molti browser diversi in molte versioni diverse (le nuove versioni, più potenti, spesso non possono essere caricate su PC anzianotti).
Il risultato di tutto ciò è che utilizzare l'ultima versione di html rende il risultato spesso illeggibile per i vecchi browser. Così può capitare di vedere un sito bellissimo ed accattivante sul PC in ufficio e poi lo stesso sito appare con il layout stravolto sul PC di casa, a volte può risultare addirittura illeggibile...
Indubbiamente l'ultima versione del linguaggio html offre la possibilità di realizzare siti dalla grafica accattivante, ma a vantaggio di chi se poi una gran fetta dei vostri potenziali clienti non riesce a visualizzare gli effetti speciali che avete loro preparato ?
Va poi detto che molti sviluppatori dell'ultima ora non hanno neanche mai imparato il linguaggio html, perché utilizzano tools di programmazione evoluti, che consentono di concentrarsi sull'aspetto grafico del sito, ma questi tools spesso generano un codice html "sporco", che può dare problemi di visualizzazione ad alcuni browser o ad alcune versioni di essi.

L'argomento, già di per sé complesso, diventa ancora più intricato a causa di una inutile quanto dannosa (per gli utenti) "guerra" che i due principali produttori di browsers (sopra citati) stanno combattendo ormai da anni per imporre la loro tecnologia proprietaria come standard definitivo di settore. Così l'html di Microsoft non coincide più con quello di Netscape...allegria!
La mancanza di standardizzazione e la guerra di cui sopra tra produttori software ha prodotto nefasti effetti anche per quanto riguarda il linguaggio Java (implementato per dare all'utente la possibilità di interagire con la pagina web, cio' che non e' possibile con il solo linguaggio HTML). Anche qui browser diversi e versioni diverse portano a risultati di visualizzazione assolutamente differenti, a volte accettabili a volte no: mai visto un "error Java Script..." nel caricamento di una pagina web ?

Confusi? Niente paura... Il peggio deve ancora arrivare! Mai sentito parlare di HTML dinamico (DHTML), vi risparmio i dettagli tecnici, ma anche qui Microsoft e Netscape pur partite da qualcosa di comune, hanno finito per sviluppare un modulo proprietario le cui istruzioni solo casualmente possono coincidere. Considerazioni del tutto analoghe, infine, valgono anche per chi sviluppa Applet Java!

Per concludere, chi sviluppa deve preoccuparsi di utilizzare istruzioni compatibili con entrambi i browser e spesso deve evitare di utilizzare le istruzioni più recenti, quando queste danno risultati catastrofici per i navigatori che utilizzano versioni più vecchie dei browser stessi.
Ecco allora che costruire un sito dalla grafica gradevole e fruibile dalla maggior parte dei potenziali utenti diventa non solo un lavoro da veri esperti, ma anche un lavoro che richiede montagne di test.
Poichè il tempo è denaro ecco allora che chi lavora bene ha sicuramente costi mooooolto maggiori di chi butta giù pagine HTML preoccupandosi solo del risultato che vede sul proprio browser!

Purtroppo capita spesso di trovare siti dall'aspetto apparentemente "professionale" che danno indicazioni in home page del tipo "sito visializzabile solo con Internet Explorer di versione 5.0 o superiore": significa precludersi l'accesso del 50 / 70% dei potenziali utenti: vi immaginate un negozio con un cartello del tipo "Ingresso permesso ai soli uomini con calzoni chiari" ? E' inutile fare un sito "bello" per pochi intimi. In Internet il bello NON paga. Boo.com insegna.
Se proprio non si vuol rinunciare
agli effetti speciali, si può prevedere che alcune pagine del sito (o al limite tutte) siano realizzate in più versioni e, riconoscendo il tipo di browser dell'utente, lo si indirizzi sulla pagina giusta: ecco come triplicare i costi di realizzazione (e poi di manutenzione) di un sito.


Bene, direte, tutto qui? No, per nulla: siamo solo all'inizio. Nei prossimi numeri continueremo questa chiaccherata occupandoci ancora di argomenti tecnico/tecnologici (ci occuperemo prima di tutto della velocita' di un sito, o di una pagina HTML, e della usabilita' (o razionalita') di un sito). Poi ci occuperemo degli aspetti non tecnologici, citati all'inizio di queste righe... Ci sono ancora molte sorprese per i non addetti ai lavori!

Al prossimo numero, dunque!

Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl



   La "crisi" di Internet.

  Odore di crisi intorno
  ad Internet : ma crisi
  di che cosa ?


La "crisi" di Internet.

Mi capita sempre più spesso, e non solo parlando professionalmente con degli imprenditori o dei manager, di sentirmi dire che "Internet è in crisi", quasi che il fenomeno Internet sia una grossa bufala...
Vorrei fare qualche riflessione al riguardo.
La "crisi di Internet" non riguarda infatti le aziende che utilizzano le nuove tecnologie e gli strumenti che queste offrono per migliorare l'efficienza dei processi aziendali.
La "crisi di Internet", così diffusamente percepita, riguarda essenzialmente:
* la crisi e il fallimento di alcune società nate su Internet;
* il crollo delle quotazioni di borsa di una serie di titoli Internet e tecnologici in generale.

Per ciò che riguarda il primo aspetto, va sottolineato che la crisi riguarda essenzialmente le imprese il cui business è quello di vendere uno o più prodotti via Internet direttamente al consumatore finale: è il settore B2C (Business to Consumer); molti meno rischi sembrano correre le società che vendono prodotti o servizi ad altre società (è il settore B2B, Business to Business).
Se analizziamo i motivi dei fallimenti notiamo che in nessun caso può essere posta in discussione la validità del mezzo (Internet): spesso c'era una buona idea, ma chi l'ha avuta si è dimostrato un cattivo manager, altre volte sono state fatte scelte tecnologiche sbagliate, non si è tenuto conto della specificità del mezzo e degli attuali limiti di Internet (soprattutto in termini di velocità).
Infine, vi sono almeno due altri aspetti da sottolineare:
* il primo è che Internet difficilmente può sostituire gli altri canali di vendita: più correttamente, può considerarsi un canale ulteriore, il cui utilizzo va correttamente posizionato tra i vari strumenti del marketing mix (da qui la fragilità di progetti di società Internet "pure" che cioè puntano ad esistere, e a vendere, unicamente sul web);
* il secondo aspetto è che non tutti i prodotti possono essere venduti con lo stesso successo via Internet: in termini di marketing valgono le considerazioni che si possono fare per le vendite via corrispondenza. Un conto è vendere prodotti immateriali (polizze d'assicurazione, biglietti d'aereo, ecc.) un altro è vendere prodotti materiali, concreti, che il consumatore vuole vedere e toccare prima di acquistare. E tra questi ultimi è ben diverso proporre in vendita prodotti le cui caratteristiche sono note e certe (libri, dischi, cassette, magliette di marca) rispetto a prodotti le cui caratteristiche via Internet possono solo essere intuite dal consumatore, che proprio per questo può preferire il negozio reale dove può vedere, toccare e provare il prodotto. Sull'argomento, la cui evidenza è chiarissima, torneremo diffusamente in un prossimo numero.

Il secondo aspetto che caratterizza la presunta "crisi di Internet" è quello portato dalla caduta delle quotazioni dei titoli tecnologici sulle borse di tutto il mondo. Qui il discorso mi sembra disperatamente semplice. Non è che le quotazioni sono crollate perché sia caduta la redditività delle aziende tecnologiche: le quotazioni sono crollate perché avevano raggiunto livelli del tutto incompatibili con la prevedibile redditività delle aziende stesse. Anzi, se è vero che un'azienda vale in base agli utili che sarà in grado di produrre, è certamente vero che ancora oggi molte aziende del settore tecnologico siano sopravvalutate. Sui semplici ragionamenti economici alla base di queste considerazioni, e sulla prevedibilità della caduta delle borse che si è manifestata in questi mesi, rinvio alle ironiche pagine scritte dal collega su Euroimpresa Informa del maggio 2000.

Conclusione.
La presunta "crisi di Internet", così diffusamente percepita, non riguarda la validità di Internet come strumento al servizio delle aziende, ma riguarda da un lato le difficoltà in cui si dibattono molti progetti di B2C e dall'altro il crollo dei titoli tecnologici sulle borse di tutto il mondo.
Fenomeni diversi e che nulla hanno a che fare con le straordinarie potenzialità che Internet rappresenta per le aziende.
I dieci anni di crescita continua dell'economia americana non sono stati l'effetto di una "bolla speculativa", bensì la crescita reale di un'economia le cui imprese hanno saputo migliorare la propria produttività grazie alla razionalizzare dei processi aziendali effettuata con Internet.

E' importante che la sfiducia nei confronti delle nuove tecnologie sia velocemente superata, in quanto estremamente pericolosa per le nostre piccole e medie imprese. Rischiano infatti di perdere il momento giusto per cogliere un importante vantaggio competitivo utilizzando Internet per migliorare la propria produttività (...che è una cosa ben diversa dalla realizzazione di siti "vetrina" che nessuno vede e di nessuna utilità..., ma questa è un'altra storia!).

Dr. Domenico Golonia - Consulente di Euroimpresa Consulting Srl


   Novità

   
   


...Bè, la novità più importante è che, finalmente, siamo riusciti a trovare il tempo di mettere in cantiere questa versione HTML di Euroimpresa Informa! Tutti noi speriamo che possiate davvero gradire il look più accattivante che abbiamo dato al nostro foglio informativo.

A parte ciò, stiamo redigendo il calendario corsi per il secondo trimestre 2001.
Si tratta, come sempre, di corsi per imprenditori e manager, dedicati a due argomenti principali:

* finanza e amministrazione;
* Internet.

Siamo a buon punto e non appena definite le ultime date lo pubblicheremo sul nostro sito: vi informeremo di ciò da queste stesse pagine.



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